L’addio di Bel Air a Spock, l’ironico vulcaniano di Star Trek (video)

Durò solo tre stagioni televisive, dal 1966 al ’69, eppure Star Trek fu un fenomeno di cui ci si ricorda ancora oggi a quasi 50 anni di distanza, anche se diede vita anche a una serie di film e fu trasmesso e ritrasmesso in migiaia di repliche su tutti i canali televisivi.

Ma il personaggio che rimase subito impresso – assieme al capitnao Kirk – fu quello di Spock, l’ironico e imperturbabile vulcaniano, impersonato da Leonard Nimoy, metà umano e metà alieno, con le sue orecchie a punta, le sopracciglia all’insù e il saluto con indice e medio separati da anulare e mignolo, la mano alzata mentre pronuncia le parole: “Lunga vita e prosperità”.

Il suo ultimo tweet riecheggiava, in qualche modo, il suo modo di essere: “La vita è come un giardino. Ci possono essere momenti perfetti, ma non si possono preservare, eccetto che nella memoria”. Addio Spock, anche tu sarai nel giardino della nostra memoria!

 

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È morto a 83 anni, nella sua villa di Bel Air

Leonard Nimoy, è mancato venerdì mattina, nella sua casa di Bel Air, è stato ricordato a Los Angeles. L’attore ha sofferto per una lunga malattia ai polmoni. Aveva 83 anni ed aveva accanto la moglie Susan Bay Nimoy.

Aveva annunciato l’anno scorso di essere affetto dalla malattia che imputava ai decenni di consumo indiscriminato di sigarette, abitudine che comunque aveva cessato molti anni prima.

 

La sua casa un museo della fotografia

La sua casa era un museo, dedicato alla fotografia, la sua ultima passione.

Fotografava modelle grasse e nude. “Donne molto interessanti, che non sono spaventate da qualche chilogrammo di troppo “.

Nonostante una carriera artistica molto varia, era anche fotografo, musicista, regista e poeta, il suo nome e il suo volto hanno finito per essere associati per sempre a quel personaggio televisivo dalle orecchie a punta, ma a Nimoy andava bene così: “Non mi dispiace essere associato a Star Trek, anzi, – aveva detto in una delle sue ultime interviste – Ne sono sempre andato fiero. Quello era uno show che generava domande e trattava di temi come il razzismo, la geopolitica, le relazioni internazionali, le guerre culturali, l’ambiente. Mi ha sempre stimolato questo aspetto della mia professione”.

 

Un’infanzia povera a Boston

Nato a Boston, il 26 marzo del 1931, Nimoy amava raccontare la sua infanzia povera: “Da ragazzo sono cresciuto a Boston, in un piccolo appartamento. Ci vivevamo in sei, i miei nonni, i miei genitori, mio fratello e io. Ricordo che un Natale chiesi a miei il dono di un trenino. Era il mio sogno, ma loro mi dissero che non c’era abbastanza spazio. In verità non c’erano abbastanza soldi. Ho raccontato la storia a mia moglie e dieci anni fa, per il mio compleanno, mi ha fatto trovare questa sorpresa. Un trenino. Mi ha commosso”.

 

 

“Ho fatto anche il tassista”

Anche i primi anni a Los Angeles furono duri: “Ero già sposato con due figli e non riuscivo a mantenermi solo con il lavoro d’attore. Ho fatto anche il tassista. Ho consegnato giornali, pulito piscine e vasche per i pesci. Facevo tutto ciò che potevo fare per mantenere dignitosamente la mia famiglia. Solo con Star Trek è arrivata la tranquillità economica”.

 

 

“Non sono Spock” e “Sono Spock”: due biografie

Pubblicò due biografie, nel 1977, dal titolo “Non sono Spock” e nel ’95, intitolata “Sono Spock”.

“Ho avuto una vita molto fortunata e molto piena, ho diretto in televisione e al cinema ho recitato a Broadway, ho fatto tutto quello che potevo fare”. Quando nel 2009 J. J. Abrams portò Star Trek sul grande schermo, con Zachary Quinto a interpretare Spock, volle anche Nimoy sul set. Interpretava Spock in un più lontano futuro. L’ultimo suo ruolo risale al 2013, nell’ultimo capitolo della saga Star Trek, In to the darkness.

 

Qui un video che raccoglie alcuni frame delle interpretazioni di Spock nella prima stagione di Star Trek.

 

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